L.AMA.N.T.IN.I. #12

I L.AMA.N.T.IN.I. di oggi sono ancora un po’ scossi, principalmente per non essere stati inclusi tra gli animali invitati sull’arca di Noah (che Noè fa troppo working class). Si riprenderanno. Nessuno vuole davvero chiudersi in una cassa di legno con Russell Crowe.

Il terrore non conosce barriere.

Il terrore non conosce barriere.

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La Saga della Cantaridina

ResearchBlogging.orgE’ un po’ che non si parla di entomologia in queste contrade, vero? In realtà no, è completamente falso, persino il mio collega si è recentemente addentrato nei misteri delle farfalle . E’comunque ora che il sottoscritto dott. Lami torni a fare quel che meglio sa fare, e cioè stuzzicare coleotteri tossici.

Prendiamo ad esempio il film Cosmopolis.

Disclaimer: non ho visto il film in questione né intendo farlo, visto che mi è stato riferito che è così noioso da indurre le persone al suicidio. Inoltre, la reazione tipica dell’uomo medio alla vista di Robert Pattinson è questa. Ciononostante, si presta bene come esempio, perché è il tipo di film che potrebbe attrarre nella stessa sala cinematografica persone molto diverse, che normalmente non incrocerebbero mai le loro strade.

Da una parte, è un film di David Croenenberg con pretese più o meno elevate, e come tale attrarrà cinefili e intellettuali che vorranno poi discutere degli aspetti di regia e sceneggiatura, del valore artistico e sociale dell’opera e tutte quelle robe lì. Dall’altra, il protagonista è il suddetto Pattinson, noto per essere l’uomo più brutto del mondo, ma desiderato da tutte le teen-ager del pianeta in virtù del fatto di aver interpretato quello che oggi si fa passare per “vampiro”; quindi in sala ci sarà anche un certo numero di quattordicenni per cui la sola presenza del loro eroe basta a qualificare questo film come The Twilight Saga: Cosmopolis.

Abbiamo dunque visto come lo stesso film abbia attratto persone molto differenti per ragioni molto differenti. Un fenomeno simile può accadere in ecologia. E’ ovvio che le specie che occupano la stessa nicchia ecologica abbiano le stesse esigenze in fatto di ambiente o cibo, ma cosa potrebbe invece fare andare in solluchero due animali completamente diversi come una mosca volante succhiasangue e un tranquillo aracnide masticatore di muffe del sottobosco?

protagonisti

A sinistra l’Oedemeridae Oedemera femorata, a destra il Meloidae Lytta nuttalli. Immagini Wikimedia Commons.

La risposta è “coleotteri”,come in molti casi difficili della vita di tutti noi. Due famiglie di coleotteri, per la precisione: Oedemeridae e Meloidae. C’è quindi qualcosa che accomuna questi due gruppi, anche se a prima vista non si direbbe. Lo stile di vita è infatti completamente diverso: se gli Oedemeridae (che mangiano legno da larve e polline e nettare da adulti) sono come i buoni vicini tradizionalisti e tranquilli che portano fuori la spazzatura e la domenica vanno a messa, i Meloidae fanno la figura dei deviati psicopatici che ammassano teste mozzate nel frigo. E visto che la gente adora le storie di psicopatici, spendiamo qualche parola su di loro prima di continuare.

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Come d’inverno, senza neve, le lepri

ResearchBlogging.orgNelle puntate precedenti de “il volo del dodo” avete potuto apprezzare l’evoluzione del mimetismo in tutta la sua grandezza e complessità. Ma cosa avviene quando un organismo è perfettamente adattato ad alcune condizioni ambientali e queste, improvvisamente, cambiano? Scopritelo in questo nuovo ed esaltante finale di stagione. No che non dico sul serio, ma Lost è andato avanti 6 stagioni con sta storia.

Lepre americana con mantello invernale. Immagine Wikimedia Commons

Lepre americana con mantello invernale. Immagine Wikimedia Commons

La primavera è splendida.
 
Le mattinate fredde cedono velocemente il passo a giornate calde e assolate, causando momenti di gioia in tutti quelli che si sono coperti prima di uscire di casa e che verso mezzogiorno sudano copiosamente.
 
E che dire della natura? Lo sbocciare dei fiori ricorda a tutti noi che anche quest’anno è arrivata l’ora degli antistaminici, mentre un traduttore simultaneo applicato alle centinaia di melodiosi canti di uccelli ci permetterebbe di capirne il reale significato:
 
Cip cip cipppp: “Ehi bella, dove corri, guarda che grosso territorio che ho”.
Cip cip ciiiiiiiiip: “ Non lo ascoltare zucchero, non importa quanto sia grande il territorio, ma come puoi usarlo, e il mio è pieno di cibo”.
 
Ma sto distruggendo la poesia e, dopotutto, c’è chi probabilmente ha motivi reali per odiare l’improvviso cambio di stagione.

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L.AMA.N.T.IN.I: #11

Lamantini primaverili! Ma chi prendo in giro. Per un lamantino è sempre primavera, nel cuore e nella mente.  Ne avete mai visto uno triste? No, non ne esistono, questo perché hanno raggiunto lo stato mentale ambito da tutti. Una pace dei sensi turbata solo dall’occasionale desiderio di cibo.

David Hinkel

E il settimo giorno lui brucò. Immagine David Hinkel

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Un gene per domarli

ResearchBlogging.orgL’8 marzo è passato da poco e l’articolo di oggi, seppure in ritardo, vuole essere un omaggio al sesso che realmente detiene le redini del futuro di una specie. Dalla danza delle sule piediazzurri allo sfoggio di potenza degli elefanti marini, i maschi di ogni specie fanno a gara per entrare nelle grazie di una potenziale compagna perché i loro geni continuino a vivere. Noi esseri umani si è scelto di giocarcela a suon di mimose e, sebbene riconosca l’importanza della tradizione, ho optato per una scelta che non induca la mia allergia al polline a farmi diventare una maschera gonfia di lacrime e muco. Auguri.  

La lingua è quella di Mordor e non la pronuncerò qui, ma  nella lingua corrente si dice " AAATGCGTAA...". Immagine Wikimedia Commons

L’idioma è quello di Mordor e non lo pronuncerò qui, ma nella lingua corrente si dice ” AAATGCGTAA…”. Immagine Wikimedia Commons

Sauron ha fatto anche cose buone.

Prima di lui la Terra di Mezzo era dominata da una élite elfica che, insieme ad una classe media umana, preferiva non curarsi della disoccupazione imperante tra orchi e goblin. Questi ultimi, non trovando adeguato impiego dopo anni di studi specialistici, preferivano sfogare la propria frustrazione dandosi a razzie organizzate alla bell’e meglio. Fu Sauron a fornire loro uno scopo, impiegandoli stabilmente nelle forze armate e fornendogli alloggio nella ridente località di Mordor. Almeno fino a quando la sua brutta abitudine di portare i gioielli sopra l’armatura non lo tradì.

Proprio come l’unico anello di Sauron, che controllava tutti gli altri, alcuni geni possono avere un ruolo dominante nella vita di un organismo.

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L.AMA.N.T.IN.I #10

Il 10° numero di L.AMA.N.T.IN.I., la rubrica più popolare del web, è qui! Accantonate la vostra dignità per festeggiare questo importantissimo anniversario come un vero sirenide, ovvero rotolandovi lentamente nell’acqua mentre mangiate alghe.

L'eroe che questa città merita

L’eroe che questa città merita

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Eau de carnivore

ResearchBlogging.orgArticolo per palati fini oggi! Lunedì prossimo probabilmente (salvo interventi miracolosi di Francesco) il dodo si prenderà una pausa perché il sottoscritto partecipa alla nuova edizione di Famelab! Che è? Ma è il secondo miglior modo per passare un pomeriggio (il primo è ascoltare questo in loop per 7 ore)! Praticamente io e altri soggetti proviamo a spiegare un argomento scientifico in 3 minuti senza l’aiuto di Powerpoint o altre stregonerie billgatesiane. Non vi chiedo di venire ad Ancona giovedì, ma magari buttate un occhio all’edizione più vicina a voi, ne vale la pena.

Cospargetelo di Arbre Majique... magari aiuta. Immagine Wikimedia Commons

Cospargetelo di trucioli di Arbre Majique… magari aiuta. Immagine Wikimedia Commons

I furetti (Mustela putorius furo)sono sempre più popolari come animali da compagnia. Sono belli, morbidi, giocherelloni e hanno quel fascino del predatore che piace sempre alle donne.

E puzzano, Dio se puzzano.

La colpa non è la loro. Se ti metti in casa un mustelide aspettandoti che dalle sue ghiandole esca un fresco odore di rose, forse non hai ben capito a cosa va incontro il tuo nuovo simpatico amico nel Cattivo Mondo Esterno (CME).  Puzzare può salvargli la vita.

L’ordine dei carnivori contiene alcuni tra i più grandi predatori del pianeta, come l’orso polare (Ursus maritimus) o la tigre (Panthera tigris), ma non tutti i mammiferi che possono vantare l’appartenenza a questo club sono all’apice della catena alimentare. Il furetto dai piedi neri (Mustela nigripes), un parente nordamericano del vostro recente acquisto, passa le sue giornate a cercare di mangiare cani della prateria ma, nel frattempo, deve stare in occhio per non finire spolpato da coyote, gufi reali e tassi. E non è certo l’unico. In giro per il mondo molti carnivori di piccola taglia hanno dovuto arrangiarsi e venire a patti con il fatto che sì, sono predatori ma, spesso, anche prede.

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A qualcuna piace bugiardo

ResearchBlogging.orgBentornati all’appuntamento settimanale con gli articoli reputati interessanti da me e dai parenti del loro autore! Il post di oggi è totalmente diseducativo e cerca di far passare il messaggio che mentire sia scusabile, quando non addirittura vantaggioso. Se volete essere buoni genitori non fatelo leggere ai vostri figli. Se volete essere OTTIMI genitori invece fateglielo leggere e regalate loro una finta barba alla Darwin.

"Ancora non ti fidi di me, fratello?". immagine modificata Wikimedia Commons

“Ancora non ti fidi di me, fratello?”. immagine modificata Wikimedia Commons

Certe volte guardare un documentario può essere deprimente.

Non ho nulla contro il santo patrono della divulgazione scientifica Sir David Attenborough (che riesce a far sembrare interessante anche il curling) però a volte la scelta delle immagini mandate in onda è volutamente discriminatoria. Dai maschi di cervo volante (Lucanus cervus) che buttano giù gli avversari dagli alberi agli elefanti (Loxodonta africana) che incrociano zanne e proboscidi per ottenere il diritto ad accoppiarsi con una femmina, là fuori non è un posto per deboli. E io che, all’uscita dalla palestra, sento la voce di Charles Darwin sussurrarmi <Dammi retta giovane, buttala sulla simpatia> soffro.

D’altronde solo i migliori riusciranno a continuare la loro genia, lasciando a noi, appartenenti alla corte dei miracoli, l’oblio. Oppure mi sbaglio?

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L.AMA.N.T.IN.I. #9

Bentornati all’appuntamento bisettimanale con L.AMA.N.T.IN.I. (Link AMAbilmente Nuovi Trovati IN Internet) la rubrica che ricicla motizie provenienti da altri blog per spacciarle come proprie. Nonostante siano successe un pacco di cose in queste due settimane la selezione di oggi è leggermente più ristretta del solito, probabilmente a causa di impegni più o meno fittizi che mi hanno accompagnato nell’ultimo periodo. Perciò se avete commenti o suggerimenti di altri link lasciateli nei commenti, e che l’helixfossile sia con tutti voi.

Avvicinati piccola umana e abbeverati dalla fonte della mia eterna conoscenza

Avvicinati piccola umana e abbeverati alla fonte della mia eterna sapienza

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Come ti evolvo un veleno

ResearchBlogging.orgTutte le volte che provavo a scrivere un articolo sull’argomento veleni veniva pubblicato un nuovo lavoro che, secondo me, meritava di essere aggiunto. Facendomi della violenza mentale con metodi vietati dalla Convenzione di Ginevra (autominacciandomi di rivedere tutta la prima serie di Agents of S.H.I.E.L.D.) sono finalmente riuscito a pormi un limite e il risultato è quello che vi accingete a leggere.

I contenitori di veleno non hanno più solo un grosso simbolo del teschio con le due tibie incrociate. La cosa non solo è deludente ma continua a ricordarmi che non sarò mai un vero pirata. Mai.

I contenitori di veleno non hanno più solo un grosso simbolo del teschio con le due tibie incrociate. La cosa non solo è deludente, ma continua a ricordarmi che non sarò mai un vero pirata. Mai. Immagine Rockgem

Di tutti i veleni, l’anima è il più forte. ( Novalis)

La citazione da cioccolatino qui sopra è attribuita a uno dei più insigni rappresentanti del romanticismo tedesco. Potete usarla per creare una struggente immagine di Facebook con cui dare battaglia ai neo-fan di Bukowski, oppure potete fare come me e deridere spietatamente l’autore.

HA, l’anima!

Di tutti i veleni, IL VELENO è il più forte.

Nel remoto caso in cui veniate morsi da un mamba nero (Dendroaspis polylepis) non userete i vostri ultimi attimi di lucidità per pensare “Caspita! quel tedesco lì sì che la sapeva lunga”. No. Sbavanti e privi di forze, avrete soltanto pochi minuti per farfugliare qualcosa di incomprensibile a chi vi sta intorno, realizzando troppo tardi di essere l’ennesima vittima di una delle più interessanti innovazioni evolutive mai selezionate.

Quindi permettetemi di incominciare di nuovo.

We are Venom. (Eddie Brock)

I veleni sono con noi da sempre. I nostri antenati dovevano farci i conti quotidianamente e, col tempo, la letteratura ha deciso di adottarli come metodo preferito per far fuori giovani amanti con grossi problemi di comunicazione e regine egiziane. Nonostante questa ampia familiarità con l’argomento, preparando questo articolo ho scoperto una cosa:

Non esiste una singola definizione di veleno.

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