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Mice and the city

Il post di oggi è frutto dalla lettura di un articolo appena uscito su PlosONE che mi aveva già interessato quando era stato pubblicato in anteprima su PeerJ. Anche Carl Zimmer ha scritto un post sull’argomento e io, lungi da voler riscaldare la minestra, ho pensato di parlarne anche qui, approfittandone per introdurre qualche nozione di ecologia urbana.

Quando pensiamo alla parola “biodiversità” generalmente la associamo a immagini di lussureggianti foreste tropicali o di colorate barriere coralline. Non certo al grigio e monotono panorama cittadino. Tuttavia è sufficiente fare una passeggiata in un parco di sera o guardarsi intorno quando si fa jogging al mattino presto per scoprire che il deserto d’asfalto non è davvero “deserto”.

Sì, sono stato a casa quest’estate. Passiamo oltre.

Molte specie hanno imparato a vivere a stretto contatto con l’uomo. Da sinistra verso destra un piccione selvatico occidentale (Columba livia), uno scarafaggio nero comune (Blatta orientalis) e 4 esemplari di Testudo kawabangii.

Molte specie hanno imparato a vivere a stretto contatto con l’uomo. Da sinistra verso destra un piccione selvatico occidentale (Columba livia), uno scarafaggio nero comune (Blatta orientalis) e 4 esemplari di Testudo kawabangii. Immagini Wikimedia Commons

Più della metà della popolazione mondiale vive oggi in aree definite come “urbane”. Nel mondo le città con oltre 1000000 di abitanti sono circa 300 mentre almeno 20 megalopoli eccedono i 10000000 di concittadini. Tra migrazioni e nuove nascite ogni anno le metropoli guadagnano 67 milioni di persone.

Non siamo ancora su Coruscant ma ci siamo capiti.

Pur trovandosi in luoghi estremamente diversi, le città costituiscono ambienti con caratteristiche simili tra loro. La scarsa vegetazione, l’elevato numero di abitanti e i materiali di cui sono costruiti gli edifici favoriscono una temperatura generalmente più alta in città rispetto alle periferie. I fortunati che hanno la possibilità di visitare Bologna il 15 di Agosto sanno di cosa parlo. I corsi d’acqua, quando presenti, risultano fortemente alterati e ricevono ingenti quantità di nutrienti organici e inorganici frutto delle attività umane nella zona. Anche la composizione del suolo viene spesso alterata dalla presenza di metalli pesanti frutto del traffico cittadino e delle emissioni industriali. Per quanto riguarda le specie animali e vegetali, in città si osserva generalmente un minor numero di specie rispetto alle aree non urbane.

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