Etichettato: Mimetismo

Come d’inverno, senza neve, le lepri

ResearchBlogging.orgNelle puntate precedenti de “il volo del dodo” avete potuto apprezzare l’evoluzione del mimetismo in tutta la sua grandezza e complessità. Ma cosa avviene quando un organismo è perfettamente adattato ad alcune condizioni ambientali e queste, improvvisamente, cambiano? Scopritelo in questo nuovo ed esaltante finale di stagione. No che non dico sul serio, ma Lost è andato avanti 6 stagioni con sta storia.

Lepre americana con mantello invernale. Immagine Wikimedia Commons

Lepre americana con mantello invernale. Immagine Wikimedia Commons

La primavera è splendida.
 
Le mattinate fredde cedono velocemente il passo a giornate calde e assolate, causando momenti di gioia in tutti quelli che si sono coperti prima di uscire di casa e che verso mezzogiorno sudano copiosamente.
 
E che dire della natura? Lo sbocciare dei fiori ricorda a tutti noi che anche quest’anno è arrivata l’ora degli antistaminici, mentre un traduttore simultaneo applicato alle centinaia di melodiosi canti di uccelli ci permetterebbe di capirne il reale significato:
 
Cip cip cipppp: “Ehi bella, dove corri, guarda che grosso territorio che ho”.
Cip cip ciiiiiiiiip: “ Non lo ascoltare zucchero, non importa quanto sia grande il territorio, ma come puoi usarlo, e il mio è pieno di cibo”.
 
Ma sto distruggendo la poesia e, dopotutto, c’è chi probabilmente ha motivi reali per odiare l’improvviso cambio di stagione.

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Un gene per domarli

ResearchBlogging.orgL’8 marzo è passato da poco e l’articolo di oggi, seppure in ritardo, vuole essere un omaggio al sesso che realmente detiene le redini del futuro di una specie. Dalla danza delle sule piediazzurri allo sfoggio di potenza degli elefanti marini, i maschi di ogni specie fanno a gara per entrare nelle grazie di una potenziale compagna perché i loro geni continuino a vivere. Noi esseri umani si è scelto di giocarcela a suon di mimose e, sebbene riconosca l’importanza della tradizione, ho optato per una scelta che non induca la mia allergia al polline a farmi diventare una maschera gonfia di lacrime e muco. Auguri.  

La lingua è quella di Mordor e non la pronuncerò qui, ma  nella lingua corrente si dice " AAATGCGTAA...". Immagine Wikimedia Commons

L’idioma è quello di Mordor e non lo pronuncerò qui, ma nella lingua corrente si dice ” AAATGCGTAA…”. Immagine Wikimedia Commons

Sauron ha fatto anche cose buone.

Prima di lui la Terra di Mezzo era dominata da una élite elfica che, insieme ad una classe media umana, preferiva non curarsi della disoccupazione imperante tra orchi e goblin. Questi ultimi, non trovando adeguato impiego dopo anni di studi specialistici, preferivano sfogare la propria frustrazione dandosi a razzie organizzate alla bell’e meglio. Fu Sauron a fornire loro uno scopo, impiegandoli stabilmente nelle forze armate e fornendogli alloggio nella ridente località di Mordor. Almeno fino a quando la sua brutta abitudine di portare i gioielli sopra l’armatura non lo tradì.

Proprio come l’unico anello di Sauron, che controllava tutti gli altri, alcuni geni possono avere un ruolo dominante nella vita di un organismo.

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A qualcuna piace bugiardo

ResearchBlogging.orgBentornati all’appuntamento settimanale con gli articoli reputati interessanti da me e dai parenti del loro autore! Il post di oggi è totalmente diseducativo e cerca di far passare il messaggio che mentire sia scusabile, quando non addirittura vantaggioso. Se volete essere buoni genitori non fatelo leggere ai vostri figli. Se volete essere OTTIMI genitori invece fateglielo leggere e regalate loro una finta barba alla Darwin.

"Ancora non ti fidi di me, fratello?". immagine modificata Wikimedia Commons

“Ancora non ti fidi di me, fratello?”. immagine modificata Wikimedia Commons

Certe volte guardare un documentario può essere deprimente.

Non ho nulla contro il santo patrono della divulgazione scientifica Sir David Attenborough (che riesce a far sembrare interessante anche il curling) però a volte la scelta delle immagini mandate in onda è volutamente discriminatoria. Dai maschi di cervo volante (Lucanus cervus) che buttano giù gli avversari dagli alberi agli elefanti (Loxodonta africana) che incrociano zanne e proboscidi per ottenere il diritto ad accoppiarsi con una femmina, là fuori non è un posto per deboli. E io che, all’uscita dalla palestra, sento la voce di Charles Darwin sussurrarmi <Dammi retta giovane, buttala sulla simpatia> soffro.

D’altronde solo i migliori riusciranno a continuare la loro genia, lasciando a noi, appartenenti alla corte dei miracoli, l’oblio. Oppure mi sbaglio?

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