Categoria: Miscellanea

EVODiAMoND 2016

Francesco Lami di nuovo per voi. Preparatevi per gli Oscar de noartri.

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AGGIORNAMENTO 13/02/2016: Nella giornata di ieri siamo stati a Pisa per partecipare a EVODiAMoND, fare il nostro discorso e soprattutto ritirare i nostri faraonici premi! Ecco qui una foto dell’assegnazione in cui vediamo in primo piano da sinistra a destra Marco “Belli Capelli” Ricci, Francesco “Francesco Lami” Lami, Valentina “Harlem Globetrotter” Peona, l’organizzatore Sergio Tofanelli e infine Andrea “Allah Akbar” Pecci. Foto di Federico Nunziata.

Nell’occasione delle manifestazioni per il Darwin Day 2016, il 12 febbraio si terrà a Pisa l’evento EVODiAMoND, dedicato alla didattica e alla divulgazione dell’evoluzione biologica. Il colpo di scena è che ci saremo noi del dodo! O perlomeno il 50% di noi del dodo. Più qualche aggiunta.

All’evento era infatti legato un concorso che premiava i migliori elaborati grafici in grado di spiegare correttamente l’evoluzione, dileguando le tante idee sbagliate su di essa che circolano in giro e che sono ben simboleggiate dall’immagine di cui sotto. In particolare, 1) L’evoluzione non è una linea retta in cui forme “meno evolute” si trasformano via via in forme “più evolute”, ma un processo ramificato che è all’origine della grande biodiversità attuale; 2) L’evoluzione non procede verso un “fine” (di solito immaginato come l’uomo); 3) l’evoluzione non sempre procede gradualmente, ma può avvenire con velocità variabile.

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La “marcia del progresso” è uno dei simboli più iconici dell’evoluzione, ma anche uno dei meno corretti.

Ebbene, io e alcuni colleghi biologi ci siamo riuniti e abbiamo prodotto due elaborati che sono riusciti ad aggiudicarsi il primo e il terzo premio, contro un mare di agguerriti avversari. Di conseguenza faremo una fugace apparizione alla giornata tematica EVODiAMoND per illustrare le nostre opere – se siete a Pisa, fate un salto a salutarci!

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FameLab

Bentornati al Volo del Dodo, il blog che non causa crisi allucinogene perché non mi è permesso farcire i post di bufotenina.

Questo rapido articolo è solo per spiegare la prolungata assenza dovuta alla mia partecipazione ad altre attività da disagiato, in particolare a FameLab Italia. FameLab è una competizione internazionale di divulgazione organizzata dal British Council in cui ogni partecipante deve tentare di spiegare un argomento scientifico in tre minuti.

Segue video esplicativo.

Questa breve presentazione è quanto di più vicino ad un “Dodo live” presente al giorno d’oggi. Forse è meglio così. Naturalmente in tre minuti uno è costretto a semplificare e sorvolare sulle parti più complesse di una ricerca, quindi qua sotto trovate l’articolo che ho usato per prepararmi. La finale nazionale sarà il 9 Maggio all’ Expo di Milano.

Indipendente da come andrà yours truly alla finale (l’evoluzione regna) ci tenevo a dire che FameLab è una esperienza paragonabile al provare per la prima volta il tonno con il formaggio: terrificante all’inizio ma, poi, stranamente piacevole.

Quindi prenotatevi per l’edizione 2016 e noi ci si rivede con i post tra qualche giorno.

FONTI

Roach, N. T., Venkadesan, M., Rainbow, M. J., & Lieberman, D. E. (2013). Elastic energy storage in the shoulder and the evolution of high-speed throwing in Homo. Nature, 498(7455), 483-486.

Di pause e esistenze tristi

Codibugnolo (Aegithalos caudatus). Immagine Wikimedia Commons

Codibugnolo (Aegithalos caudatus). Immagine Wikimedia Commons

No non è un normale post del lunedì.

Come probabilmente avrete intuito è un periodo un po’ complesso. Tra ultimi esami, preparazione della tesi e progetti di dottorato sia io che Francesco siamo abbastanza pieni di lavoro. Magari più avanti da tutto questo scaturiranno parecchi post ma, per ora, vi dovrete accontentare di questo scarno update sulla nostra eccitantissima vita sociale/lavorativa.

<Che ci frega? Non piangiamo mica per voi, noi ci si alza alle 6 del mattino per andare a piegare la lamiera con le mani>.

Non lo metto in dubbio, aspettate solo un secondo prima di spaccarmi la faccia.

Il post di oggi è solo per comunicare che, almeno per un po’, gli articoli perderanno la loro regolarità. Non fraintendetemi, è probabile che ci si stabilizzi sulla modalità “un post ogni due settimane”, ma volevo almeno rendervi partecipi dei motivi dietro alla decisione.

Il Dodo mi “costringe” a rimanere aggiornato, a tenere d’occhio i continui sviluppi che avvengono anche in campi di ricerca diversi dal mio. Ma, per quanto adori scrivere gli articoli, fare un pezzo degno di essere letto richiede tempo.

Per cui che vi devo dire? Godetevi i L.AMA.N.T.IN.I. (quelli non ci metto molto a farli ed è probabile che continueranno regolarmente) e attendete con ansia ogni nuovo lunedì.

Il codibugnolo l’ho messo perché è tenero e mette di buon umore.

Guida illustrata per bambini agli invertebrati che nessuno conosce (Parte 1?)

E’ Natale, e a Natale sono tutti più buoni, nonché più pigri, perciò non vi sottoporrò un altro complesso articolo sugli insetti. Visto che questo blog ha raggiunto livelli di censura pressoché disneyani, è solo appropriato che si faccia un articolo espressamente rivolto ai più piccoli.

A Natale, il dodo vola solo in slitta. Immagine di Francesco Lami, colori Matteo Vecchi

A Natale, il dodo vola solo in slitta. Immagine di Francesco Lami, colori Matteo Vecchi

Ci sono certi gruppi di animali che proprio non ce la fanno a ottenere fama e gloria. Sarà perché sono poco comuni, o piccolissimi, o vivono in ambienti remoti. Insetti, lombrichi e molluschi non saranno in cima alla lista delle bestie più popolari, ma almeno quasi chiunque sa più o meno cosa sono. Se invece dicessi “Onicoforo” la maggior parte delle persone mi guarderebbe con occhi vuoti e aggrottando la fronte, cosa che capita in effetti quasi sempre.

Bè, non temete, cari fedeli, perché questo Natale io vi dono la straordinaria Guida Illustrata per Bambini agli Invertebrati che nessuno conosce! Ho lasciato un punto interrogativo dopo Parte 1 solo perché non so se avrò mai voglia di continuare, ma di continuare ce ne sarebbe bisogno eccome: la guida copre solo una minuscola parte della diversità degli invertebrati meno conosciuti.

Ogni gruppo preso in considerazione è un intero Phylum, vale a dire un grande gruppo di animali che hanno lo stesso tipo di struttura corporea. Per darvi un’idea, i vertebrati non sono un phylum, ma fanno parte del phylum dei Cordati; insetti, aracnidi, millepiedi e crostacei fanno parte del phylum degli Artropodi.

N. B. Questa non vuole essere affatto una guida esaustiva e seria, quindi vi riporto solo alcuni fatti bizzarri sugli animali in questione; se volete più informazioni potete cominciare cliccando i link a Wikipedia che vi allego.

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Il museo che non dovrebbe stare in un museo

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E chiuso

Il nuovo articolo è una recensione del museo che io e altri soggetti abbiamo visitato un mese fa. oggi parliamo del MuSe. La prima parte è la mia mentre, a seguire, trovate anche altre impressioni anonime. Passando ad altro, Francesco ha anche disegnato diversi loghi (Lo ha fatto lui perchè io non merito di avere il pollice opponibile, quando si tratta di tenere una matita in mano) che potete trovare qui. Votate quello che vi piace di più!

Gli edifici pieni di vetrate mi incutono timore.

L’origine di questa inquietudine deriva probabilmente da quando, atterrato al modernissimo aeroporto di Dubai, venni selezionato per un controllo totale (dai bagagli ai calzini) dalla polizia aeroportuale.

No, non si arrivò ai guanti di lattice.

Sì, la scatola che li conteneva era nella stanza.

Questo episodio mi tornò alla memoria quando, tentennando, varcai per la prima volta la soglia del MuSe. Inaugurato quest’estate, il nuovo museo delle scienze di Trento vanta ottime recensioni da parte di chiunque lo abbia visitato. Io, che ho testato l’istinto paterno/materno dei miei genitori sin dalla più tenera età per farmi accompagnare in tutti i musei di storia naturale, non potevo mancare. Temendo di incappare nuovamente in una trappola di cristallo pregai diversi colleghi di unirsi alla spedizione. Molti, accettarono di buon grado, probabilmente ignari del pericolo.

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