Etichettato: Parassiti

Tradimento

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Bentornati al Volo del Dodo, il blog che segue la notte degli Oscar solo per vedere il balletto dei Lego. Il 13 Marzo siamo al Darwin Day di Parma, l’avvenimento annuale che è un po’ il Lucca Comics della biologia (insieme ad Entomodena) per noi italiani. Solo meno cosplayer e più insetti sociali.

A volte il tradimento è inevitabile.

A volte il tradimento è inevitabile.

Le 50 sfumature di banalità a cui Hollywood ci ha recentemente abituati colpiscono in maniera particolarmente dura il tradimento. La scena si svolge con poche variazioni sul tema: il/la protagonista (P) e il/la sua amico/a (A) sono compagni da per sempre e si vogliono pacchi di bene. All’improvviso P vince la competizione per il migliore castoro di cartapesta fatto con i gomiti e A, inquadrato di lato alla premiazione, si rode il fegato perché a quel tavolino in compensato messo in palio ci teneva. Alleandosi più o meno a lungo con il/la cattivo/a (C) di turno A cerca vendetta su P salvo cadere in preda a rimorsi di coscienza. Alla fine tutti sono amici di nuovo, A accetta il suo ruolo di eterno secondo e si va tutti a fare una mangiata di ciccioli sociale.

Sipario. Sono 8 euro e cinquanta grazie.

Siccome noi ci si è anche rotti le palle alla grande di ‘sta cosa usciamo dalla sala e ci rivolgiamo all’unico posto in grado di garantirci una tradimento fatto per il verso. Le risoluzioni ONU La Natura. Per trovare una associazione tra due specie diverse simile a quella che possiamo avere tra due amiconi non dobbiamo guardare lontano, ci basta cercare il termine mutualismo.

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Le nuove frontiere dell’antispecismo

ResearchBlogging.orgSalve, sono di nuovo io, il vostro Francesco Lami, che torna a scrivervi spinto dal desiderio di diffondere la conoscenza ma soprattutto dal capo che fa la voce grossa. Chi non ha mai avuto a che fare, o almeno sentito parlare, di quegli animalisti forse anche benintenzionati, ma di sicuro irritanti, che predicano il cosiddetto “antispecismo”? Bene, non c’entrano niente, e il titolo era solo un clickbait – che parlando di animalisti, mi sembra appropriato.

Il parassita più popolare del cinema è in realtà un parassitoide (LINK: http://it.wikipedia.org/wiki/Parassitoide). Immagine www.tmag.it

Il parassita più popolare del cinema è in realtà un parassitoide. Immagine http://www.tmag.it

Il mondo si divide in due categorie di persone: la prima è composta da quegli individui che, amando l’ordine e la pulizia, si liberano di tutto ciò che ritengono superfluo per massimizzare la loro efficienza. E poi ci sono quelli che, come me, non butterebbero via niente (perché non si sa mai che possa tornare utile in futuro) e si ritrovano la scrivania ricoperta del ciarpame più vario. I casi più gravi di solito vengono presi di mira dai canali di documentari americani , perché dopotutto è a questo che serve la divulgazione scientifica. Tornando a noi, forse sono proprio le persone con le scrivanie più disordinate quelle che si occupano di biologia della conservazione, perché in fondo il principio è lo stesso: è meglio conservare il maggior numero di specie possibili, non si sa mai che possano rivelarsi utili. E se sterminando questo muschio destabilizzassi l’intero bosco? E se la pelle di questa rana contenesse molecole utili in campo medico?

Esiste però un gruppo di organismi che viene generalmente ignorato e addirittura schifato e osteggiato anche dai conservazionisti: i parassiti. A parte poche eccezioni come la lotta biologica, questi organismi e i loro amici parassitoidi e patogeni non sembrano godere della nostra approvazione. Proprio come gli animalisti di Facebook predicano l’amore verso gli animali solo a patto che siano adorabili mammiferi domestici perché gli insetti fanno un po’ schifo, così anche i biologi si prodigano per salvare la biodiversità senza includere tutti quegli organismi che vivono alle spalle di altri.

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La regina dei parassiti

ResearchBlogging.orgLa biologia non si occupa solo di specie coccolose. I cuccioli di foca e i leoncini non rappresentano che una minuscola percentuale delle specie animali che popolano il Pianeta, la maggioranza delle quali non può vantare un peluche costruito a propria immagine. Siccome sono più hipster (e gggiovane) di un articolo di Vice oggi vi toccherà ascoltarmi declamare le lodi delle bestie che nuotano, zampettano e strisciano dentro il corpo di altri organismi. Mettete via le spazzole per pony, oggi parliamo di parassiti.

Schistosoma mansoni, un platelminte parassita di pochi centimetri. Immagine Wikimedia Commons

Schistosoma mansoni, un platelminte parassita di pochi centimetri. Immagine Wikimedia Commons

La vita dentro un laghetto è molto più difficile di quanto possa sembrare.

Sotto il pelo dell’acqua pesci e invertebrati competono tra loro per ottenere alghe e pezzettini di cibo caduti sul fondo. L’arrivo di un predatore, come un uccello acquatico, causa un fuggi fuggi generale; chi non è abbastanza rapido finisce la sua vita nel buio di uno stomaco.

Polposo sììììììììììììììììììì.

Per anni queste forze, la predazione e la competizione per le risorse, sono state il fulcro principale delle maggiori teorie sviluppate in ecologia. Secondo questi studi la crescita di una popolazione di organismi è governata, principalmente, della disponibilità di cibo e della pressione predatoria.

Sebbene questi modelli siano corretti e rappresentino schematicamente una comunità, al puzzle manca qualcosa.

Quando un airone si apposta sugli argini del nostro laghetto, i pesci si spostano verso acque più profonde. Ma alcuni di loro continuano a mangiare e, addirittura, si avvicinano al pericolo. L’istinto suicida in questi individui non è causato dalla prospettiva di dover assistere al concerto del Primo Maggio, bensì da qualcosa che vive dentro di loro: un parassita.

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Il parassita alle porte

È quasi Natale ma noi ce ne freghiamo alla grandissima, quindi sotto con robe atroci e comportamenti moralmente ambigui favoriti dalla selezione naturale. Questa settimana il blog dovrebbe addirittura ospitare un CHRISTMAS SPECIAL che manco quello di Downton Abbey, con invertebrati e disegni ad opera del buon Francesco Lami, quindi occhio e a presto!

La guerra... la guerra non cambia mai. Immagini Dario Sanches e Lip Kee

La guerra… la guerra non cambia mai. Immagini Dario Sanches e Lip Kee

Dal waterboarding ad Orlando Bloom nel secondo film dello Hobbit, la vita è piena di cose che esprimono crudeltà al solo pensiero. Tuttavia poche devono avere lo stesso impatto emotivo di crescere la prole di colui che ha ucciso i tuoi figli.

Eh? Non male, vero? Neanche il buon Rick sta peggio, visto che al massimo deve crescere la figlia di Shane e Lori. E non ditemi nulla che non ho letto il fumetto.

Ma torniamo a parlare di uccelli (ha ha!), visto che la nostra storia ha proprio loro per protagonisti.

Con l’arrivo della primavera le pampas argentine sono teatro di uno scontro che sembrerebbe, a prima vista, pane per i più classici registi hollywoodiani.

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