Controcorrente

Ultimo articolo dell’anno e il primo sotto il dominio volodeldodo.com. Wow. Such convergenza. Very meta. Comunque sia tutti gli apprezzamenti espressi da voi erano associati a volodeldodo.wordpress.com quindi, sotto i vecchi post, vedrete la peggio desolazione. Non vi preoccupate, sia io che Francesco sappiamo quanto ci amate. O quanto poco avete da fare il lunedì sera (non siamo schizzinosi, la pietà ci va bene). In ogni caso auguri, ci vediamo nel 2014!

Il Poecilide veste Prada. Immagine modificata Dornenwolf

Il Poecilide veste Prada. Immagine modificata Dornenwolf

Che si tratti di andare in giro con pantaloni talmente stretti da rendere vano qualsiasi tentativo di futuri accoppiamenti  o di radere unicamente i lati della testa per essere più aerodinamici, la moda segue regole misteriose.

O no?

In realtà molto spesso una nuova abitudine segue il classico andamento a campana. Inizialmente solo poche persone sfoggiano il risvolto nei pantaloni modello “acqua in casa” ma, specialmente se la cosa viene rilanciata da un volto noto (-Ehi, David Beckam gira come se gli si fosse allagato il tinello!-), la moda si diffonde rapidamente. Quando però l’abitudine è divenuta mainstream il beneficio nell’adottarla è ridotto, non si è degli innovatori. Se qualcuno comincerà a sfoggiare i calzini sopra la gamba dei pantaloni avrà un ipotetico vantaggio novità: lui, e i pochi che lo seguono, saranno gli unici. Il numero di persone con i pantaloni arrotolati comincerà a diminuire in favore della nuova moda e il ciclo ricomincerà inesorabile.

Ma non siete qui per avere lezioni di moda da uno a cui hanno regalato un cardigan Fred Perry perché, e vado a citare, -Così puoi indossare qualcosa che non sembra essere appartenuto ad un esule nordcoreano-.

Touchè. Torniamo nella biologia.

Nelle popolazioni naturali le variazioni di un carattere possono essere, normalmente, il risultato di mutazioni. Quando due individui si accoppiano, i loro geni vengono rimescolati e la prole erediterà sì alcune caratteristiche dei genitori, ma potrà anche presentare delle novità rispetto a loro. Le varianti più vantaggiose in termini di fitness verranno premiate dalla selezione naturale, mentre quelle dannose saranno lasciate cadere nell’oblio. Se un tratto è sottoposto ad una forte selezione per essere mantenuto, ad esempio un colore mimetico o una colorazione brillante che attira le femmine, ci aspettiamo però che la sua variazione non sia così elevata (una sua perdita o modifica recherebbe notevoli svantaggi al portatore). In natura però esistono diversi casi in cui alcuni caratteri, anche estremamente importanti e vistosi, variano notevolmente .

Una teoria nata per spiegare questo fenomeno che, oltre a essere interessante, rappresenta la gioia di qualsiasi indossatore di Vans, è l’NFDS.  La sigla, che sta per Negative frequency-dependent selection, indica una situazione particolare in cui la fitness di una caratteristica è inversamente proporzionale alla sua frequenza in una popolazione.

Più una caratteristica è rara più è vantaggiosa.

Ma, come è facilmente prevedibile, se qualcosa è vantaggioso aumenterà rapidamente il numero di coloro che lo portano. I caratteri rari diventeranno, quindi, velocemente di moda.

A questo punto però il vantaggio del carattere verrebbe meno e un qualcos’altro di nuovo potrebbe velocemente prenderne il posto.

L’NFDS sarebbe, quindi, un meccanismo che premia l’innovazione. Osservare questo sistema in azione però è tutt’altro che semplice. Fortunatamente ci sono i guppy.

Una femmina e un maschio di P.reticulata. Immagini Wikimedia Commons

Una femmina e un maschio di P.reticulata. Immagini Wikimedia Commons

I guppy (Poecilia reticulata) sono dei piccoli pesci originari del Sudamerica ma divenuti comuni in varie parti del mondo perché *rumore di Poecilia buttati nei fiumi*. I maschi di questo pesce, più piccoli delle femmine, possiedono pinne caudali e dorsali dai colori e dalle forme più disparate e, nel mondo degli acquariofili, le varie razze allevate per questo o quel colore si sprecano. E qui, a voi che seguite il blog e siete svegli e attenti, dovrebbe sorgere un dubbio.

“Maschi colorati e femmine dai toni neutri? Sarà mica selezione sessuale?”

Lo è. Bravi. Mi ricordo quando eravate alti così, crescete in fretta ecc…

Ma la livrea non è solo un modo per attirare le signore. Nel loro ambiente naturale i guppy vengono predati da diversi altri pesci, quindi la loro colorazione risente anche di questa pressione selettiva. Troppo colore e si è visibili agli occhi sbagliati, poco e si è ignorati da quelli giusti. Ma quali, tra questi fattori, possono premiare l’audacia di un pesciolino di pochi centimetri che decide di cambiare look?

Bonnie Fraser del Max Planck Institute for Developmental Biology in Germania studia l’NFDS da tempo e, in un lavoro uscito questo mese sul Journal of Evolutionary Biology, ha testato l’ipotesi che siano proprio i predatori a favorire l’insorgere dei caratteri nuovi nelle popolazioni di guppy.

Sì, sono tutte razze di P.reticulata. Immagine Wikimedia Commons

Sì, sono tutte razze di P.reticulata. Immagine Wikimedia Commons

Fraser e colleghi si sono concentrati su Rivulus hartii, un pesce sudamericano lungo una decina di centimetri che non merita un nome comune perché, come al solito, da noi non c’è e quindi chissene. In natura Rivulus sgranocchia tranquillamente gli esemplari di Poecilia che gli capitano a tiro.

L’ipotesi formulata da Fraser e colleghi era che gli individui che avevano caratteri unici, diversi da quelli della maggioranza dei loro conspecifici, fossero avvantaggiati una volta che dovevano confrontarsi con un predatore. Questi ultimi, infatti, sarebbero così abituati alla versione “di moda” della loro preda da avere più difficoltà nel riconoscere e catturare gli outsider.

Fraser impiegò alcuni esemplari di Rivulus, ai quali vennero presentati diversi esemplari di Poecilia reticulata. Nei primi 5/6 test il predatore veniva posto in un acquario contenente, ogni volta, una preda simile (stesso colore) a quella che aveva già incontrato in un test precedente. Allo scoccare del settimo test, la preda fornita al R.hartii per le prove successive era sì un esemplare di guppy come quelli di prima, ma di colore totalmente diverso.

Come atteso dagli autori, l’abilità del predatore nell’accaparrarsi le prede aumentava mano a mano che incontravano prede familiari e diminuiva notevolmente quando quest’ultimo veniva a contatto con un pesce che esibiva una livrea diversa da quella a cui era abituato. Tuttavia Rivulus hartii si riprendeva in fretta e, già dai tentativi successivi, la sua capacità di catturare i Poecilia hipster aumentava.

R.hartii, il predatore privo di fashion sense

R.hartii, il predatore privo di fashion sense

Nei fiumi di Trinidad, dove i due pesci si trovano normalmente, le varianti più rare di Poecilia possono essere avvantaggiate rispetto ai loro simili perché, venendo predate con più difficoltà, potranno aumentare di numero fino a quando i loro motivi non verranno venduti da H&M durante i saldi. Tuttavia, quando la gente definirà la nuova tonalità come “il colore dell’estate”, Rivulus hartii e gli altri predatori rivolgeranno la loro attenzione anche su questi sfortunati pesciolini.

D’altronde “La moda è quella cosa che interrompe il consueto per crearne un altro

FONTI

  • Fraser, B. a, Hughes, K. a, Tosh, D. N., & Rodd, F. H. (2013). The role of learning by a predator, Rivulus hartii, in the rare-morph survival advantage in guppies. Journal of evolutionary biology, 26(12), 2597–605.

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